Uno studente liceale presenta un ricorso per non essere stato ammesso alla classe successiva, molte assenze ed insufficienze in alcune materie compresa Educazione Fisica. L’allievo, inoltre, si presentava alle lezioni in palestra senza indumenti sportivi. La sentenza del Consiglio di Stato respinge il ricorso dello studente e considera pertinente la valutazione negativa in E.F. a causa dell’abbigliamento non adeguato alla materia.

Breve estratto della sentenza

“Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente sentenza sul ricorso numero di registro generale 4725 del 2016, proposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Liceo Classico -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura generale dello Stato… Col secondo motivo di ricorso in primo grado lo studente si concentra sull’insufficienza riportata in scienze motorie, da lui ritenuta “inconsueta” e “debolmente giustificata”. In punto di fatto è in pratica accaduto che lo studente, durante tutto l’anno, frequentemente si è presentato alla tradizionalmente detta “ora di ginnastica” senza indossare un abbigliamento dedicato, piuttosto vestendo gli stessi abiti e scarpe coi quali lo stesso si era recato a scuola, da casa… In proposito, l’accondiscendente tesi di parte si impernia sul fatto che in pratica, oggi dì, i giovani vestono sempre informalmente e con indumenti sportivi, onde sarebbe mai valsa la pena portare a scuola un duplicato di tali indumenti per il solo fatto di dover attendere alla “ora di ginnastica”.”

Considerazioni dei giudici:

“Ed una delle regole basiche di comportamento che stanno al fondo della pratica della disciplina sportiva e del relativo regime (cosa che demarca questo dall’area della mera trasandatezza) è che la sua attività venga esercitata, se non addirittura con apposita divisa, con abbigliamento apposito o comunque dedicato. E ciò anche ben al di là di (pur ovvie) esigenze puramente igieniche. Anche a tale riguardo, poi, non vale argomentare – come pure lo studente ha fatto nel suo ricorso di primo grado – che, nel corso dell’anno, non v’era stata informativa adeguata, da parte del Liceo, circa le non brillanti prestazioni del discente. Il fatto stesso che non gli venisse consentito di praticare l’ora di lezione per inadeguatezza dell’abbigliamento era, di per sé, indicatore più che sufficiente di una possibile prospettiva di votazione inadeguata all’esito del ciclo scolastico annuale, solo che si fosse compreso per tempo scopo e spirito della materia di insegnamento. Peraltro, il fatto che non risultasse che altri studenti tenessero condotta analoga a quella dello studente ricorrente lo avrebbe dovuto far riflettere a tempo debito.”

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